Profumava di menta. E di fumo. O di fumo al sapore di menta. Era strafigo.
Non era mai stato incredibilmente bello, ma aveva tutto quello che uno donna come me cercava in un uomo: occhi verdi e muscoli pazzeschi. No, in genere avrei cercato qualcosa in più ma al terzo bicchiere di vino il campo cerebrale mi si era un tantino ristretto.
Ci eravamo lasciati soltanto un anno prima, lui non ce l’aveva fatta a reggere il peso della lontananza, per colpa del mio lavoro. Così aveva detto. Nemmeno fossi la Rice.
Poi si era scoperto che da un mese si vedeva con un’altra, una virtuosa delle lenzuola, e a quel punto tutto fu chiaro.
Ecco perchè quando lo vidi da lontano iniziai a mandar giù vino come se avessi mangiato piccante, e con addosso la mia biancheria da urlo cercai spudoratamente di sedurlo. Gli avrei fatto un certo discorsetto, consapevole che avrebbe ceduto, alla fine.
C’era solo un dettaglio che stavo dimenticando: io ero fidanzata.
Ero, perchè da quando c’era facebook le mie certezze iniziarono a vacillare. E’ vero, io avevo ritrovato Andrea, ma Tommaso aveva trovato mille amiche di cui non se ne conosceva un’esistenza precedente. Lui diceva che era solo un gioco, ma certi giochi dico io non sempre sono innocenti. Altrimenti non sarei qui adesso.
Interessante squarcio di vita…c\’è da capire solo quanto sia verosimile…